La condotta del giusto è rimprovero per l’empio

Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodo

e si oppone alle nostre azioni;

ci rimprovera le colpe contro la legge

e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta.

Proclama di possedere la conoscenza di Dio

e chiama se stesso figlio del Signore.

È diventato per noi una condanna ai nostri pensieri;

ci è insopportabile solo al vederlo,

perché la sua vita non è come quella degli altri,

e del tutto diverse sono le sue strade.

Siamo stati considerati da lui moneta falsa,

e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure.

Proclama beata la sorte finale dei giusti

e si vanta di avere Dio per padre.

Vediamo se le sue parole sono vere,

consideriamo ciò che gli accadrà alla fine.

Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto

e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.

Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,

per conoscere la sua mitezza

e saggiare il suo spirito di sopportazione.

Condanniamolo ad una morte infamante,

perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà.

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